Conosciamo la Chiesa di Nostra Signora della Consolazione e San Vincenzo Martire situata a Genova. E’ meglio nota come la Chiesa di Santa Rita dove è possibile venerare l’altare che le è stato dedicato. La chiesa si trova a 650 metri da Piazza De Ferrari, in Via XX Settembre, una delle vie principali della città.
Per tutto il Giubileo sarà chiesa giubilare.
Cenni storici sulla Chiesa della Consolazione.
Si inizia a parlare della chiesa di Nostra Signora della Consolazione e San Vincenzo Martire nel 1473 con la Congregazione della Consolazione, una congregazione riformata dell’Ordine Agostiniano, insediata sul colle Artoria, guidata dal beato Giovan Battista Poggi. La chiesa originaria venne demolita nel 1681 perché considerata troppo pericolosamente vicino alle nuove mura.
Qualche anno più tardi, nel 1684, Monsignor Giulio Vincenzo Gentile posò la prima pietra della nuova chiesa nel terreno acquistato da un certo Francesco Pinelli lungo la strada per Albaro (poi denominata Strada della Consolazione). La chiesa fu aperta al culto nel 1693. Contiene numerose opere provenienti sia dall’antico edificio che da altre chiese genovesi.
Chiesa della Consolazione o di Santa Rita oggi.

Sulla facciata si può notare la porta bronzea, benedetta dal Cardinale Giuseppe Siri nel 1961, che raffigura Sant’Agostino e San Tommaso da Villanova.
L’attuale chiesa è a tre navate divise da pilastri quadrati in stile settecentesco, con transetto, cupola e da un profondo presbiterio. Notevoli le opere d’arte presenti nella chiesa, come quelle collocate nel refettorio del convento, realizzato in legno di noce all’inizio del XVIII secolo e contenente opere di Bernardo Schiaffino, Orazio De Ferrari, Antonio Semino a altri. Importanti tesori artistici sono custoditi anche nel Museo, inaugurato nel 2008 all’interno della sacrestia superiore della Chiesa, per preservare e diffondere la conoscenza del patrimonio storico-artistico genovese dell’Ordine di Sant’Agostino. Il percorso museale si sviluppa lungo sei sale che espongono diverse opere del XIV al XIX secolo circa, realizzati dal Maestro di Santa Maria di Castello, Luca della Robbia, Luca Cambiaso e la scuola di Anton Maria Maragliano.
Ecco un pin della mia bacheca di Pinterest su un’immagine sacra di Santa Rita che si trova proprio in chiesa.
Le opere presenti in Chiesa.
Tra gli altari presenti a destra è possibile ammirare:
- Primo altare: dedicato a San Giuseppe e alla beata Maria Teresa Fasce, con una tela di Domenico Fiasella – “San Tommaso di Villanova distribuisce i beni ai poveri”.
- Secondo altare: dedicato all’Immacolata – “L’Immacolata” di S. Valle; 1800;
- Terzo altare: dedicato a san Nicola da Tolentino, gruppo ligneo settecentesco raffigurante il “San Nicola con l’Arcangelo ai suoi piedi” di Agostino Storace, allievo del Maragliano XVII secolo
- Quarto altare: dedicato a San Vincenzo – Martirio di San Vincenzo (1605), attribuito alla scuola di Lazzaro Tavarone, proveniente dall’omonima chiesa, mentre sul pilastro tra questa cappella e la successiva si trova un bassorilievo in terracotta smaltata 1475 rappresentante la Natività della scuola di Andrea della Robbia.
- Quinto altare: dedicato a Sant’Agostino o alla Madonna della Cintura, con affreschi settecenteschi di Paolo Gerolamo Piola (Battesimo di S. Agostino e San Pietro che riceve le chiavi da Gesù) e un grande gruppo marmoreo di Bernardo Schiaffino, raffigurante La Madonna con i santi Agostino e Monica. XVIII secolo.
Continuiamo il viaggio delle opere d’arte
Tra gli altari presenti a sinistra è possibile ammirare:
- Primo altare: dedicato a San Giovanni da San Facondo, con un dipinto settecentesco di Francesco Narice (1719-1785) “San Giovanni da San Facondo salva miracolosamente un bambino caduto in un pozzo“;
- Secondo altare: dedicato a San Lorenzo, con un’opera raffigurante il “Martirio di san Lorenzo” di F. Narice da Sestri del XVII secolo;
- Terzo altare: dedicato alla Madonna del Rosario: vi è collocata una macchina d’altare seicentesca, scolpita da Giovanni Battista Santacroce e proveniente dalla chiesa di San Vincenzo, mentre le due statue nelle nicchie (San Domenico e Santa Caterina da Siena) sono attribuite alla bottega del Maragliano;
- Quarto altare: dedicato a Santa Rita da Cascia: sull’altare una pala ovale raffigurante la santa, di Tito Troja (XIX secolo) e sepoltura del frate agostiniano Michele Agostino Delfino;
- Quinto altare: dedicato a Nostra Signora della Salute: vi si trova un piccolo quadro, copia settecentesca di un dipinto del Sassoferrato, proveniente dalla scomparsa chiesa di Santa Maria della Pace, che sorgeva proprio di fronte alla chiesa della Consolazione. L’altare di questa cappella era in origine l’altare maggiore della chiesa di San Camillo, qui trasferito nel 1813. Alle pareti della cappella varie opere di Giuseppe Paganelli.
Santa Rita da Cascia: la santa dei casi impossibili.
Santa Rita da Cascia è un modello di vita più che mai valido oggi, come lo stesso Papa Francesco aveva ricordato in occasione della festa liturgica della Santa. Rita come «donna, sposa, madre, vedova e monaca».
È riconosciuta come la santa degli impossibili perché si ricorre alla sua intercessione nei casi che sembrano disperati. La sua festa liturgica ricorre il 22 maggio e durante la settimana di Maggio, la Chiesa di Nostra Signora della Consolazione si attiva per celebrare la sua festa nel migliore dei modi, come la tradizionale benedizione delle rose.
Puoi visualizzare delle immagini sacre su Santa Rita nella galleria che ho creato.
pERCHE’ sANTA rITA E’ LA SANTA DELLE ROSE?
Perchè proprio le rose? Santa Rita viene associata alla rosa per uno degli episodi che si svolse negli ultimi giorni, proprio prima di morire. Siamo in pieno inverno a Roccaporena, nella casa natale di Santa Rita. Costretta a letto, Rita chiese alla cugina, venuta in visita, di portarle una rosa e due fichi dall’orto di casa. La cugina l’asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Ma, proprio lì, nel pieno freddo gelido dell’inverno, la giovane parente trova in mezzo alla neve una rosa e due fichi e, stupefatta, li consegna alla Rita.
Da allora, la rosa è diventata un simbolo di Santa Rita, rappresentando la sua capacità di fiorire anche in circostanze difficili, e il suo amore e la sua fede in Dio. La rosa, in generale, è un simbolo di amore, bellezza, e rinascita, e l’episodio della rosa di Santa Rita aggiunge un’ulteriore sfumatura a questa simbologia, sottolineando la sua capacità di intercedere per le cause perse e i casi impossibili. Inoltre, la rosa, con le sue spine, rappresenta anche la sofferenza e la difficoltà che Santa Rita ha affrontato nella sua vita, ma anche la sua capacità di superarle e fiorire.
Ma dimmi conoscevi gia’ la Chiesa di Nostra Signora della Consolazione?
Fammi sapere se ci sei già stato, se conoscevi la Chiesa di Nostra Signora della Consolazione o se magari avrai la possibilità di organizzare un prossimo viaggio a Genova. Spero che questo articolo ti possa essere d’aiuto durante la visita.
Posso dirti che a me è piaciuta davvero molto e sono grata di aver condiviso questo articolo insieme a Voi! Non esitare a lasciarmi un commento sotto questo articolo o a scrivermi sui canali sociali Facebook , Telegram o Youtube.
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