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Il percorso utile nella Basilica di Sant’Antonio a Padova.

Ciao, oggi andiamo alla scoperta della Basilica di Sant’Antonio di Padova. Ti spiego in poche righe un percorso utile per viverti appieno questo pellegrinaggio nel cuore di Padova.

La Basilica di Sant’Antonio: un grande centro di spiritualità.

facciata della Basilica di Sant'Antonio di Padova

La Basilica di Sant’Antonio è comunemente chiamata con “Il Santo”, è il centro religioso più importante di Padova. E’ meta di migliaia di pellegrini che ogni anno, e in particolare il 13 giugno, festa di Sant’Antonio, invadono la città per la famosa processione.
Per quanto riguarda le origini della Basilica, queste risalgono al 1232. Infatti, fu ideata per custodire la tomba del frate francescano, morto a Padova poco tempo prima. Già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria e poi incorporata nella Basilica come Cappella della Madonna Mora. Nel 1229 fu affiancato alla chiesetta il convento dei frati fondato probabilmente dallo stesso Sant’Antonio.

Il cuore spirituale della Basilica del Santo.

Immagine della Cappella dell'Arca che contiene la tomba di Sant'Antonio

Dopo essere entrato all’interno della Basilica e dopo aver ammirato la Madonna del Pilastro che ti accoglie amorevolmente, dirigi i tuoi passi verso la Cappella dell’Arca, opera rinascimentale del 1500. Ne fu architetto probabilmente Tullio Lombardo e ne eseguì il modello A. Riccio (Briosco). Parteciparono ai lavori i maggiori scultori veneti dell’epoca. Lungo le pareti sono disposti nove rilievi marmorei, con scene della vita e miracoli di Sant’Antonio. Da sinistra:

  • Vestizione di s. Antonio (Antonio Minello, 1512);
  • Il marito geloso che pugnala la moglie (G. Rubino e S. Cosini, 1529);
  • S. Antonio risuscita un giovane (D. Cattaneo e G. Campagna, 1577);
  • Risurrezione di una giovane annegata (Iacopo Sansovino, 1563);
  • S. Antonio risuscita un bambino annegato (A. Minello e I. Sansovino, 1534);
  • Miracolo del cuore dell’usuraio (T. Lombardo, 1525);
  • Miracolo del piede reciso e riattaccato (T. Lombardo, 1525);
  • Il bicchiere scagliato in terra e rimasto intatto (G. Mosca e P. Stella, 1520-29);
  • Un neonato attesta l’onestà della madre (A. Lombardo, 1505).

Al centro sorge l’altare-tomba di sant’Antonio, opera creata da Tiziano Aspetti (1594); ai lati, due superbi candelabri d’argento (sec. XVII).

La Cappella delle Reliquie.

La Cappella delle Reliquie o del Tesoro è il cuore pulsante della Basilica in cui sono presenti le reliquie di Sant’Antonio. Per accedere, si oltrepassa un vano di forma quadrata che un tempo ospitava la cappella medievale di San Francesco. Superato il vestibolo si viene introdotti in un ambiente circolare cupolato in cui è possibile individuare le tre nicchie contenti le reliquie, quella della lingua, del mento e delle cartilagini laringee.
Fu realizzata da Filippo Parodi al fine di contenere i resti di Sant’Antonio, in un primo momento custoditi all’interno della sacrestia. Questo luogo fu utile per garantire ai fedeli un ambiente più raccolto e suggestivo, permettendo loro la preghiera e la venerazione.
Di fronte alle nicchie, sono presenti le quattro allegorie delle Virtù: Fede, Umiltà, Penitenza e Carità, inserite tra le statue di San Francesco e San Bonaventura, praticate da Sant’Antonio durante la sua vita.

Entrando nella cappella, sulla sinistra troverai il grande piviale rosso cremisi, che avvolgeva originariamente i resti di Antonio. Questo emerse durante la ricognizione del 1981. Leggermente più avanti è possibile visionare quanto emerso nella prima ricognizione del 1263, quattro piccole monete veronesi, 10 anellini bianchi e 50 neri di collana o corona.

Nella nicchia successiva, una lapide con le date più salienti la morte di Sant’Antonio, della sua canonizzazione e della traslazione dei suoi resti dalla chiesetta di Santa Mater Domini alla nuova Basilica, le due casse una del 1231 e una del 1263 che contenevano le spoglie del Santo. Nello spazio centrale sotto la balaustra è collocata una grande teca di vetro con la tonaca in tessuto di lana color cinerino. Nelle successive due nicchie sulla destra rispetto all’entrata, sono visibili i drappi che avvolgevano le casse.

dettaglio nicchie della cappella delle reliquie presso la Basilica di Sant'Antonio di Padova

Dettaglio contenuto all’interno delle tre nicchie.
Opuscolo “La Cappella delle Reliquie” di Edizioni Messaggero Padova.

I chiostri all’esterno e il diploma del Pellegrino.

La Basilica è strutturata in vari edifici, caratterizzati da cinque ampi porticati o chiostri, chiamati:

  • del Paradiso;
  • del Noviziato, chiamato così perchè in una parte di esso dimorano i giovani aspiranti alla vita francescana;
  • della Magnolia, si cui si trova l’ufficio accoglienza del «Messaggero di sant’Antonio, il mensile cattolico antoniano più diffuso. Presso tale luogo, come ricordo della tuo pellegrinaggio presso la Basilica, potrai ricevere il Diploma del Pellegrino o Recordatio Peregrinationis con il tuo nome;
  • del Generale, si accede alla Mostra Multimediale sulla vita di Sant’Antonio e alla Biblioteca Antoniana;
  • del Museo (o del beato Luca), qui è possibile visitare il Museo Antoniano e il Museo della Devozione popolare.

All’interno della Basilica, soggiornarono nei secoli personalità religiose importanti per santità, per cultura, per significative cariche ricoperte nella Chiesa cattolica. Qui fu educato il futuro papa Sisto IV (sec. XV), e sostarono in pellegrinaggio Pio VI e Pio VII; nel 1982 vi è giunto, in visita pastorale a Padova, s. Giovanni Paolo II.

Prima di salutarci, qualche altra notizia per te.

Giunge al termine questo articolo sui punti più salienti della Basilica di Sant’Antonio. Ci sarebbe da dire altro, ma potrei benissimo integrare con un prossimo articolo. Tu seguimi per rimanere aggiornato! Sai che sono stata in visita presso la casa natale di Sant’Antonio a Lisbona? Te ne parlerò sicuramente!
Prima di salutarti, ti ricordo la mia galleria sulle immagini sacre in cui puoi visionare anche delle icone su Sant’Antonio di Padova.

Spero che questo articolo ti possa essere d’aiuto durante la visita.
Posso dirti che a me è piaciuta davvero molto e sono grata di aver condiviso questo articolo insieme a Voi! Non esitare a lasciarmi un commento sotto questo articolo o a scrivermi sui canali sociali Facebook , Telegram o Youtube.

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